venerdì 1 gennaio 2010

10 Considerazioni sulla Figura

Nel trompe l'oeil, generalmente, si preferisce evitare di rappresentare personaggi o animali, perchè la loro immobilità tradirebbe immediatamente l'illusione di realtà. Del resto, anche le foglie si muovono, si muove l'erba, per non dir dell'acqua, quindi si dovrebbe, per il massimo realismo, rappresentare eclusivamente strutture architettoniche, drappeggi senza vento e decorazioni a rilievo. Ma più che simulare l'esistenza di cose che non ci sono, penso che il dipinto sulla parete debba evocare spazi e situazioni oltre la parete stessa, rifuggendo dal tono sepolcrale che può derivare da un eccesso di "relismo": pensando a come la gente del tempo doveva vivere le pitture della Villa dei Misteri a Pompei, ci viene in mente qualcosa di simile al teatro, al cinema, piuttosto che la semplice fittizia estensione dello spazio nelle camere. Quindi l'aver figure che passeggiano, o leggono, o sonnecchiano sotto le frasche, o che si affaciano da finestre o balconi, o che si appoggiano a balaustre, fa partecipare chi guarda alla vita del dipinto, ponendo in secondo piano l'inesattezza di qualche dettaglio. In una dimensione artistica, è sempre la Pittura che conta. Detto questo, le figure devono essere ben proporzionate e sciolte nel movimento, il che richiede una certa conoscenza dell'anatomia. Non che bisogni accedere alla raffigurazione di persone solo dopo uno studio approfondito, che richiederebbe tempo ed impegno, ma, acquisiti alcuni rudimenti essenziali, tenerli presenti ogni volta che si tratti una figura umana, copiandola dal vivo o da fotografia o da opera dipinta o scolpita o inventandosela, considerando come le diverse posture determineranno un diverso porsi delle membra in una struttura generale, basata sullo scheletro. Consideriamo qui un' esemplificazione dello scheletro maschile; desiderando approfondirne le conoscenze, esistono tavole molto ben fatte ed anche modelli di scheletro in varie scale, esercitarsi a copiarli osservando bene le giunture delle articolazioni ed i rapporti proporzionali dei vari elementi è un eccellente esercizio che è bene riprendere nel tempo, studiando anche le differenze strutturali dei vari tipi umani, se giovani o vecchi, se alti, se curvi, se tarchiati eccetera. Volendo in questa sede considerare un approccio basilare per la rappresentazione della figura, lo schema proposto può bastare: considerato il corpo dalle spalle in giù diviso in quattro sezioni uguali, le linee di divisione serviranno per posizionare le articolazioni, per definire la proporzione fra cassa toracica e lunghezza delle gambe, fra testa (che, ricordiamo, è fuori dai quattro moduli) e bacino, fra mano e scapola, e così via. Importante considerare la posizione delle singole membra rispetto alla colonna dorsale, elemento centrale d'equilibrio, comune a tutti gli esseri vertebrati. Naturalmente, non si disegnerà lo scheletro ogni volta che si vorrà rappresentare una persona, ma ogni volta si terrà presente che il corpo, fatto di muscoli e pelle, è sostenuto al suo interno da una sruttura rigida con articolazioni ben determinate.

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