domenica 20 dicembre 2009

9 Esercizio di stile













Non si dirà mai abbastanza quanto sia importante partire da un disegno accurato per realizzare un buon lavoro di decorazione. Per un quadro è possibile magari tralasciare l'esecuzione del disegno, in quanto esso è presente nella mente di chi dipinge, e cresce con l'opera, modificandosi quando serve, ma se parliamo di decorazione, il risultato deve essere fedele al progetto approvato. Inoltre non è detto che chi ha fatto il progetto eseguirà poi l'intera opera, e gli eventuali aiuti possono essere artisti validi, e, senza una traccia precisa da seguire, assecondare la propria ispirazione piuttosto che la proposta approvata dal committente, il quale può non gradire varianti e sorprese, anche se di qualità superiore. Beninteso, parlo di decorazione "classica", e non intendo stabilire un criterio assoluto: committenti con mente aperta possono affidare decorazioni a writers che, lavorando a più mani in contemporanea, produrranno opere non di rado eccellenti. Il lavoro che voglio analizzare è un pannello su tela che richiama lo stile Liberty, alto un paio di metri. Essendo il Liberty abbondantemente riprodotto, non sarebbe stato difficile trovare un'immagine, magari di Mucha, da ricalcare, proiettare con un episcopio o simili producendo una cosa accettabile,magaricon qualche preziosismo materico (dorature, decoupage di finissimi disegni giapponesi, marmorizzazioni eccetera), ma ho preferito fare qualcosa di fresco e singolare, così ho guardato molte riproduzioni e foto, ho fatto vari schizzi, ed ho disegnato la figura, tenendo ben presenti le immagini di Mucha, di cui non ho la leggiadra leggerezza, dando quindi una mia interpretazione. Mi è costato più studio la realizzazione della cornice a nastro, che ho realizzato guardando certe cornici di specchi e certi ferri battuti in gran voga nel periodo. Non volendo stare a bucherellare per lo spolvero il disegno, fatto a carboncino su carta da scenografia, ho sporcato il retro e ricalcato le grandi linee sulla tela, completando e dettagliando il disegno, presumibilmente correggendo e migliorando, per poi ripassarlo, chiaroscuro compreso, con una tinta neutra. La tela era ottimo lino italiano preparato ad acrilico ed ho usato pigmenti e terre sciolti in acqua, con Primal come legante. E' opportuno sciogliere sempre i colori in acqua, meglio ancora se distillata, prima di aggiungere il legante, e non mi dilungherò a dare percentuali per la soluzione del legante, limitandomi a dire che materia troppo densa compromette l'adesione al supporto. quando si vuole"materia" si puo aggiungere caolino o polvere di marmo, o gesso finissimo, esistono anche gel acrilici che personalmente non ho mai usato, preferendo un colore fluido e trasparente. Sul disegno a tinta neutra (terra verde e terra d'ombra) ho proceduto per velature, rinforzano le zone d'ombra con colori complementari e talvolta un velo di violetto minerale, e sbalzando le luci con bianco di titanio, velando poi con la tinta dell'oggetto. Una verniciatura con acrilico lucido, aggiunta all'effetto piastrelline tutt'attorno la cornice, richiamava vagamente la maiolica. Il lavoro finito non può essere scambiato per un originale dell'epoca, nè ne ha la pretesa: ho preferito richiamare lo stile che rifarlo, fondendo attualità e leggerezza.





































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