domenica 13 dicembre 2009

8 Applicando la prospettiva








Abbiamo qui una facciata decorata a finto fresco dagli allievi di un corso di decorazione, provenienti da disparati livelli di studio e/o professione, taluni a digiuno delle nozioni base del disegno, tutti però seriamente motivati e disposti ad un lavoro corale (una catena è forte quanto il suo anello più debole), ed il risultato è evidente. La tavola del progetto era stata eseguita secondo le regole canoniche della prospettiva a punto difuga unico, o centrale, in qesto caso spostato, considerando la vista principale dalla strada che passa sulla sinistra Riportando a grandezza naturale un disegno sviluppato in circa un metro d'ampiezza, si rese necessaria una serie di deroghe più o meno vistose, tenendo anche conto del fatto che l'immagine sarebbe stata vista prevalentemente di scorcio, e che l'intenzione di aver l'illusione di una maggiore profondità di campo, faceva preferire un sensibile abbassamento della linea d'orizzonte, rispetto alla solita altezza dell'occhio,convenzionalmente fissata a circa m.1,50. Stabilito un punto di fuga, piantatovi un buon chiodo e tirando le fughe con una "lenza" da muratori e tracciando gli assi delle colonne (disegnare smpre considerando gli assi e non i lati) con filo a piombo, ci si accorse che la scansione delle colonne in secondo piano non si armonizzava con la regolarità geometrica di quelle del fronte, sicchè si procedette ad un adeguamento che, pur tenendo conto delle fughe prospettiche, badava più all'effetto ottico che si otteneva muovendosi lungo la facciata che all'esattezza della proiezione, relizzando così un insieme realistico e gradevole. Nella prima foto, che mostra il lavoro completato con gli edifici di sfondo, quasi a costituire una "città ideale", appare evidente l'effetto di tridimensionalità del portico colonnato, che conferisce profondità a tutto l'insieme. Il procedimento descritto non ha la pretesa di assurgere a regola, anche perchè altri artefici possono con eguale o maggiore successo usare altri espedienti, ma vuole essere un esempio di come in arte le regole, che è assolutamente necessario conoscere, non sono state scritte con dita di fuoco sulla roccia del monte Sinai. Ragione, esperienza, sensibilità e fantasia permettono di raggiungere risultati di cui si può giustamente ritenersi soddisfatti e pronti al prossimo passo.



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