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2 Primissimi rudimenti

Il disegno, alla base di tutte le forme d'arte figurativa, è materia vastissima il cui studio accompagna l'artista per l'intero percorso dell' attività. Disegnare è un'azione naturale, come correre o cantare, bisogna solo aver voglia di farlo; qualcuno ci si troverà prima, qualcuno potrà avere bisogno di più esercizio, ma nessuno è negato, ripeto, basta aver voglia di disegnare per imparare a farlo. Non dico che non ci siano difficoltà, dirò anzi che quelli "bravi" le incontreranno magari più tardi e non saranno meno aspre, perchè alla difficoltà andrà aggiunta la mortificazione di scoprirsi dei limiti, quando si pensava di non aver nient'altro da imparare. E parlo per esperienza personale.Tutti, comunque, possono disegnare in modo decoroso, se davvero lo desiderano, ed eventualmente impegnarsi nello sviluppo d'una professionalità che di disegno faccia uso. Fuori classe e grandi Maestri sarà il tempo, la comunità umana e la Storia a definirli. Detto questo, si può cominciare col tracciare una riga dritta, unendo due punti su un foglio. Consiglio un comune foglio da fotocopia, magari in formato A3 (29,7x42 cm.) ed una matita morbida, diciamo 2B, niente gomma, almeno agli inizi: cancellare distrae, fa perder tempo e sporca, meglio abituarsi a star leggeri, ripassando il segno per appesantirlo quando sarà soddisfacente. Tale sistema è stato adottato nel disegno esplicativo in cima alla pagina: avendo passato a penna la linea del disegno, i leggeri tratti costruttivi che si intravedono non disturbano la lettura dell'immagine, che serve a mostrare un corretto modo di tracciare una riga dritta: stabiliti i due punti da unire, tracceremo guardando il punto d'arrivo. Non si esige che la riga sia tirata come una schioppettata, può anche mostrare qualche incertezza, purchè tenga la direzione che unisce i punti, che porremo ad una distanza via via maggiore. Tirare una riga dritta non è pratica superflua, è invece un ottimo esercizio per guardare il lavoro prefigurandosi il risultato, per regolare una pressione costante sulla matita senza calcare troppo, per tener pulito il foglio. Tracciando più righe parallele alla stessa distanza si eserciterà l'occhio a misurare la superficie del lavoro, quel foglio bianco che poi sarà tela o muro o che altro. Si comincerà a considerare un'impostazione proporzionale: una riga verticale in centro divide il foglio in due, incrociandola con due righe orizzonali equidistanti otteremo sei spazi rettangolari ed otto angoli retti, senza contare quelli del bordo del nostro foglio, dividendo gli angoli retti a metà si potranno avere delle diagonali, le aree ottenute potranno essere coperte con righette parallele, che incrociate con altre parallele diversamente inclinate origineranno delle testure a rete, e così via. Unendo poi più punti variamente disposti sul foglio, si potranno ottenere diverse figure geometriche, che, composte con criterio, potranno raffigurare dei solidi; copiando una scatoletta di forma cubica, noteremo che il disegno è una figura composta da rettangoli e da losanghe. abbinati con un criterio che scopriremo provando e riprovando fino ad ottenere un aspetto presentabile, non stanchiamoci di disegnare, la carta da fotocopia costa poco...I solidi fanno ombra sul piano, ed hanno l'ombra propria dove non ricevono luce; l'ombra sul piano chiamasi ombra portata. Le ombre proprie sono più leggere perche riflettono la luce che illumina il piano d'appoggio e l'ambiente in cui si trovano piano e oggetto, lo si riscontra facilmente osservando il vero, una scatola da scarpe bianca su una candida tovaglia può servire. Per rappresentare le ombre useremo quelle testure che abbiamo fatto esercitanoci con le righe, potremo variare l'intensità dell'ombra avvicinando le righe, ispessendole, incrociandole variamente. Resistiamo alla tentazione di "sfumare", verrà il tempo per sbizzarirsi in questa pratica, ombreggiare mediante quello che chiameremo "tratteggio" fornisce maggior controllo e mantiene il foglio più pulito. Una volta familiarizzato con le ombre, si può lavorarle su un solido senza spigoli, tipo una sfera, che può essere tracciata seguendo un fondo di bicchiere o simili stando leggerissimi, per poi ripassarlo avendo tolto il bicchiere o cos'altro, ottimo esercizio per sciogliere la mano. Ovviamente nessuno proibisce di tracciare il cerchio totalmente a mano libera, che come esercizio è ancora migliore. Usando come modello una palla da gioco, potremo constatare come l'ombra si schiarisce verso il bordo della parte non illuminata, perchè la luce scorre sulla rotondità della sfera, e l'ombra resta più intensa dove la luce non riesce ad arrivare. Questo avviene su tutte le rotondità, si tratti di colonne, di vasi, di decorazioni a rilievo o di corpi naturali, offrendo infiniti spunti a chi rappresenta immagini col disegno. La proprietà dei corpi solidi di riflettere la luce ha l'esempio più evidente nella luna, che di suo non emanerebbe nessuna luce, e questa proprietà viene brillantemente utilizzata dai fotografi, che conferiscono plasticità ed effetti alle loro immagini usando specchi e lampade sapientemente posizionati. Tali espedienti, del resto, non erano ignoti ai pittori di varie epoche, potremmo citare Caravaggio e tutti i suoi emuli, o l'inglese John Stubbs, e noi, dal canto nostro, cominceremo a considereare l'osservazione della realtà come elemento iniziale per arrivare ad usare luci ed ombre secondo criteri utili alle nostre figurazioni. La pratica di questi rudimenti non esclude che ci si cimenti anche in disegni più complessi, copiando o inventando: i rudimenti servono a darsi un metodo, ma possono annoiare, ed anche il disegnare in scioltezza è buon esercizio. Avendo raggiunto un buon livello nel disegno, poi, è consigliabile tornare peridicamente ai rudimenti, come l'eccellente musicista che torna al solfeggio o l'atleta che salta con la corda.
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