


Come già s'è osservato, nella raffigurazione realistica, si suole riferirsi alla costruzione della prospettiva geometrica canonizzata da artisti del Rinascimento Italiano, che va tuttavia interpretata con intelligenza e sensibilità, e non pedissequamente applicata, trattandosi di convenzione e non di regola scientifica, seppure scientificamente elaborata.
Osservando questi lavori del grande Maestro Hiroshige, si nota nel primo una rigorosa prospettiva centrale, che il coltissimo artista aveva studiato pur essendo estranea alla tradizione giapponese, utilizzata per rappresentare il quartiere a luci rosse di Edo quasi come una vetrina, con intento che potremmo definire didascalico. Successivamente, nel rarissimo disegno autografo, e nella sua realizzazione a stampa, sarebbe faticoso definire punti e linee di fuga, per non dir dell'orizzonte, annullato dall'elevazione del punto di vista. Ma io dico che qui la profondità di campo è più viva: possiamo percorrere le banchine e salire sulle barche, o passeggiare all' ombra sotto gli alberi, osservando il lento avvicinarsi di quella flottiglia che, se non sapientemente posta nel disegno, parrebbe sospesa per aria. L'altra tavola,invece, presenta una strada che corre verso l'orzzonte, chiusa e priva di alternative.
La profondità di campo, quindi, il senso dello spazio, non si ottengono applicando la regoletta diligentemente studiata, ma osservando la realtà e cercando di riprodurne i caratteri con quella semplicità che viene dalla pratica onesta e costante.

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